Banchieri di Wall Street, istruttori di yoga e il futuro della classe media

28 agosto 2017
Libri Open Society
FacebookFacebook MessengerTwitterLinkedInWhatsAppEmail

Anteprima dal libro Ingiustizia globale. Migrazioni, disuguaglianze e il futuro della classe media, in libreria a settembre 2017. © The President and Fellows of Harvard College. Riprodotto per gentile concessione.

 

I lavoratori dei paesi ricchi sono schiacciati tra gli individui che guadagnano di più nei loro paesi, che continueranno a ricavare denaro dalla globalizzazione, e i lavoratori dei paesi emergenti, più appetibili perché più economici. Il grande schiacciamento della classe media, trainato dalle forze dell’automazione e della globalizzazione, non è terminato. Questo schiacciamento a sua volta scinderà ulteriormente le società occidentali in due gruppi: una classe molto di successo e molto ricca in cima, e un gruppo molto più ampio di individui i cui lavori prevedano servizi alla classe ricca in occupazioni nelle quali il lavoro umano non può essere sostituito da robot. L’istruzione potrebbe non avere molta influenza, perché molte società ricche sono già vicine al limite più elevato di scolarizzazione (misurata in numero di anni) e forse anche in termini della qualità della stessa; per giunta, molti individui impiegati in lavori di servizio sono già troppo qualificati per le mansioni che svolgono.

Potremmo dover adattare il nostro pensiero a una situazione nella quale la differenza di competenze e capacità tra la classe ricca e i lavoratori nel settore dei servizi è molto limitata. Il caso e il contesto familiare svolgeranno un ruolo molto maggiore di prima. Un individuo potrebbe diventare banchiere di Wall Street invece che istruttore di yoga semplicemente perché una sera imbocca la strada giusta (e incontra la persona giusta). Già tra il 10% più ricco per salario non possiamo individuare differenze nelle caratteristiche osservabili (istruzione, esperienza) che spieghino perché i salari tra il più ricco 1% e il restante 9% differiscano di un fattore di dieci o anche di più (fatto osservato anche da Piketty nel cap. 9 del suo celebre libro Il Capitale nel XXI secolo). La ridotta importanza dell’istruzione come explanans dei salari potrebbe investire la scala salariale con il progressivo livellamento dei risultati scolastici. Ironicamente, potrebbe aver avuto ragione Tinbergen nel sostenere che il premio d’istruzione smetterebbe quasi di esistere in una società nella quale tutti sono colti, ma questo non porrebbe fine a grandi differenze di salario.

Oltre al puro caso, le dotazioni di ricchezza delle famiglie e, forse anche più importante, le amicizie giuste, conteranno di più. Negli Stati Uniti l’effetto della ricchezza di famiglia e dei giusti network è molto evidente nelle occupazioni in cui vengono accumulati molto potere e denaro. Le dinastie di politici sono più comuni oggi di quanto non fossero cinquant’anni fa; a individui i cui genitori sono stati attori cinematografici o registi è quasi assicurata una carriera nella stessa industria. Lo stesso vale per il settore finanziario. I figli di politici, di attori o di operatori di borsa sono i più qualificati per svolgere questi lavori nella prossima generazione? Di sicuro no. Ma il successo precedente in queste occupazioni produce altro successo, compreso quello per i propri rampolli. Conoscere chi prende decisioni sulle assunzioni lavorative è cruciale, e tali conoscenze sono agevolate dal contesto familiare e dalle amicizie.

Il nuovo capitalismo, nel quale la contraddizione tra lavoro e capitale sarà risolta all’apice (in un modo peculiare, dal momento che gli individui ricchi saranno sia quelli che guadagnano salari più elevati sia i capitalisti più ricchi), sarà più disuguale. Il successo dipenderà dal caso di nascere bene e di avere fortuna nella vita, più di quanto non fosse nel secolo scorso (secolo di grandi sconvolgimenti politici e sociali). Il nuovo capitalismo assomiglierà a un grande casinò, con una importante eccezione: a chi ha vinto qualche mano (spesso perché nato nella famiglia giusta) saranno date molte più probabilità di continuare a vincere. Chi qualche mano l’ha persa vedrà assottigliarsi sempre di più le probabilità successive di vincere.

Un bambino che ha la fortuna di essere nato dai genitori giusti (ricchi e colti) beneficerà di un notevole coinvolgimento della famiglia e di investimenti per la sua istruzione. A partire dall’obiettivo ultimo che i genitori stabiliscono per proprio figlio: ottenere un buon lavoro ben pagato. Perché ciò avvenga, dovrà frequentare l’università migliore; per frequentare l’università migliore, dovrà frequentare il liceo migliore; per accedere al liceo migliore, dovrà frequentare la scuola elementare migliore; per accedere alla scuola elementare migliore, dovrà frequentare la scuola materna migliore. Pertanto il percorso di un bambino è già determinato dall’età di cinque anni, purché i genitori abbiano abbastanza conoscenze, lungimiranza e soprattutto denaro. Pochissimi genitori poveri o meno istruiti hanno le risorse o le conoscenze per fare queste scelte così presto. Se il bambino si rende conto più avanti nel corso della vita di che cosa ha bisogno per avere successo, il percorso gli o le sarà molto più arduo. D’altro canto, un figlio di genitori ricchi è lanciato in un percorso verso il successo sin dall’inizio e può deviare da esso soltanto se non sia interessato o se mostri seri problemi di apprendimento o comportamentali.

È arduo immaginare che un sistema con un’elevata disuguaglianza possa essere politicamente stabile. Ma forse la disuguaglianza calerà, e il problema dell’instabilità andrà a scomparire. Quello che accadrà in futuro dipende da: 1) la natura del progresso tecnologico, che potrebbe evolversi a favore dei poveri, come nella sostituzione di persone in alcune occupazioni che adesso sono pagate molto bene, ad esempio i professori, con lavoratori pagati meno; 2) la capacità dei “perdenti” in questo sistema di organizzarsi politicamente. Se i perdenti dovessero rimanere disorganizzati e soggetti a falsa coscienza, non cambierà molto. Se invece si organizzeranno e individueranno difensori politici in grado di far breccia nel loro risentimento e ottenere i loro voti, allora potrebbe succedere che i paesi ricchi mettano in atto politiche che li faranno avviare nel segmento di flessione della seconda curva di Kuznets*. Come?

*La curva di Kuznets descrive l’andamento della disuguaglianza in rapporto al tasso di sviluppo. In particolare, la curva mostra che la distribuzione del reddito peggiora nella prima fase dello sviluppo, quando cioè i “ricchi” investono il capitale migliorando ulteriormente il proprio stato; in una seconda fase, però, la fascia più ricca della popolazione è anche quella più colpita dalla tassazione, con conseguente effetto redistributivo: con il tempo, i ricchi diventano un po’ meno ricchi, e i poveri un po’ meno poveri.

 

 

 

Ingiustizia globale. Migrazioni, disuguaglianze e il futuro della classe media

L'autore

Tra i più noti esperti internazionali sul tema della disuguaglianza. Già economista alla World Bank, è professore alla City University di New York  


Website
Articoli correlati