La voce del Papa: ecco perché il nuovo piano integrato di comunicazione del Vaticano è un cambiamento epocale (e radicale)

17 dicembre 2017
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Riforma non è “imbiancare” un po’ le cose: riforma è dare un’altra forma alle cose, organizzarle in un altro modo. E si deve fare con intelligenza, con mitezza, ma anche, anche – permettetemi la parola – con un po’ di “violenza”, ma buona, della buona violenza, per riformare le cose”.

A parlare è direttamente Papa Francesco, in occasione della prima riunione plenaria della Segreteria per la Comunicazione del 4 maggio 2017, e la forza del suo discorso si rivela ancora una volta nella capacità di investire le parole (in primo luogo le metafore da lui ampiamente utilizzate come strumento argomentativo) non di una funzione ornamentale, decorativa, bensì di una forte valenza pragmatica.

Sin dal suo esordio la Segreteria per la Comunicazione e il piano di ripensamento complessivo della comunicazione vaticana sono stati inevitabilmente oggetto di aspettative, curiosità timori, speculazioni che hanno interessato una molteplicità di piani: le scelte organizzative, le linee editoriali, il posizionamento. Ma i segni – si sa – sono importanti, e con queste parole il Papa è intervenuto con forza a ribadire l’urgenza di un cambiamento deciso, tutt’altro che superficiale, al contrario irreversibile, un po’ “violento” (per vincere le resistenze interne ed esterne), ma in ogni caso con lo sguardo rivolto al futuro: a fin di bene appunto.

La radicalità del processo di riforma si rivela così nel ripensamento strutturale del sistema dell’informazione del Vaticano, nella scelta di porre fine alla frammentazione delle testate e delle redazioni, sposando con decisione la logica della convergenza mediale, riconoscendo il digitale innanzitutto come un “ambiente”, un ecosistema dinamico caratterizzato dall’integrazione di contenuti e linguaggi, “abitato” da audience molteplici, segnate da una pluralità di profili, competenze, istanze, aspettative delle quali, inevitabilmente, occorre tenere conto.

Finalmente dopo l’attesa, le dichiarazioni ufficiali e le speculazioni è ora arrivato il momento dell’esordio e la chiusura del 2017 marca un passaggio epocale in questo processo di riforma, il cui impatto (che senz’altro si annuncia esteso e di lungo periodo) non a caso si manifesta con una doppia inaugurazione.

Da un lato è appena stata presentata la nuova immagine di marca del sistema dei media della Santa Sede, con il lancio dei loghi coordinati Vatican News, Vatican Media e Radio Vaticana Italia, dall’altro è stato appena varato (seppur in versione beta) del nuovo portale unificato dell’informazione.

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Uno sguardo alla nuova immagine dell’informazione vaticana non può che riportarci all’esortazione di Francesco. Nei tre loghi, tra loro coordinati, si è andati ben oltre l’azione di “imbiancare” con un restyling, piuttosto il lavoro sul versante estetico risponde a una scelta di tipo strategico che ha investito in profondità l’identità complessiva del sistema della comunicazione mirando a un ripensamento organizzativo (complementarietà e sinergia dei media precedenti) e a un riposizionamento nello scenario (e nel mercato) dell’informazione globale.

Pur riconoscendo la rilevanza e il senso di questa nuova identità visiva è tuttavia il secondo esordio a catturare l’attenzione, dal momento che Vatican News è stato concepito per ridefinire il perimetro della comunicazione della Santa Sede ponendosi come un’identità online univoca chiamata a riunificare in modo del tutto inedito canali dell’informazione in precedenza autonomi.

Ed è in questo passaggio che la radicalità della riforma emerge con un’evidenza innegabile, dal momento che il Dicastero della Comunicazione ha riconosciuto l’esigenza di guardare fuori dal perimetro vaticano, allineandosi alle best practices attuate sul versante della comunicazione integrata da organizzazioni di riferimento operanti non solo a livello istituzionale, ma anche sul mercato e nel settore del non profit.

Sul versante tecnico gli assi portanti sono dunque costituiti dalla messa a punto di una redazione multilingue, dalla scelta di produrre contenuti multimediali e multicanale e in un’ottica multiculturale, dotandosi di una content strategy che necessariamente interesserà anche i nuovi profili attivi sui social network.

Ma è in ogni caso sul piano dei contenuti che si gioca la partita decisiva ed è qui che può realmente emergere l’originalità di questa complessa iniziativa editoriale. In primo luogo infatti l’identità del portale si fonda sul superamento del modello dell’informazione generalista vaticana, sulla ridefinizione di un confine della notiziabilità che viene ora ridisegnato in funzione degli avvenimenti che investono la figura del Papa, la Chiesa, le conferenze episcopali, le diocesi in una prospettiva globale, multilinguistica e multiculturale.

In secondo luogo si impone all’attenzione quello che si caratterizza come l’aspetto più rilevante del piano del contenuto: l’emergere della voce del Papa, la traccia della sua testimonianza declinata in una molteplicità di linguaggi (verbale, visivo, audiovisivo) e di forme espressive. Nel portale viene fatto un grande uso di video, fotografie, sintesi di testi verbali, virgolettati, tweet e post di Instagram che contribuiscono a restituire l’effetto di una forte disintermediazione della testimonianza di Francesco, rendendo lo spazio mediale ufficiale dell’informazione vaticana un portale incentrato non tanto sui discorsi sul Papa ma sui discorsi del Papa.

È in fondo qui che si delinea la prospettiva strategica della Segreteria per la Comunicazione, nella ricerca di un equilibrio tra la complessa macchina preposta alla mediazione del racconto del pontificato e la testimonianza autentica e diretta dell’idea di Chiesa avanzata dai comportamenti quotidiani di Francesco.

L'autore

Paolo Peverini è è ricercatore nel Dipartimento di Impresa e Management della LUISS dove insegna Comunicazione di marketing e linguaggi dei nuovi media. È vicedirettore di Xite – Centro di ricerca su tecnologie e comportamenti. Il suo ultimo libro, curato con Anna Maria Lorusso, ed edito da LUISS University Press è Il Racconto di Francesco. La comunicazione del Papa nell’era della connessione globale (2017).


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