I numeri del mercato “halal” nell’economia italiana (e non solo)

29 dicembre 2017
Editoriale Open Society
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La parola araba “halal” identifica tutte le azioni consentite nella vita di uomini e donne all’interno della sharia, la legge religiosa islamica. Una gamma di azioni comprendenti quelle obbligatorie, raccomandabili, neutre e sconsigliate. L’alimentazione halal per i musulmani e quella kosher per gli ebrei sono studiate anche per le loro implicazioni nell’economia globale.

Le scuole giuridiche islamiche

Il pluralismo giuridico interno al mondo islamico, sviluppatosi sin dall’origine dell’Islam, si è adattato nel corso della storia a contesti culturali molto diversi. La sintesi tra precetti islamici e tradizioni locali ha trovato una sua armonizzazione nelle quattro principali scuole giuridiche del mondo sunnita, hanafita, malikita, hanbalita e shafiita, accanto alle scuole del mondo sciita. Lievi sono le differenze nelle restrizioni alimentari codificate dalle varie scuole da considerare durante il processo di certificazione halal di un prodotto in modo da renderlo esportabile in tutto il mondo.

Il caso italiano

La certificazione halal in Italia si colloca tra le certificazioni volontarie di prodotto e di processo e negli ultimi 20 anni si è diffusa, soprattutto localmente, secondo l’iniziativa di associazioni islamiche e realtà commerciali. Nel 2008 la creazione di un marchio halal, regolarmente depositato con il relativo standard di certificazione, ha avvicinato la certificazione islamica a quella di qualità codificata dalle norme ISO. Oggi sono circa un migliaio le aziende italiane che esportano prodotti certificati halal nei mercati islamici. L’export del made in Italy halal cresce e viene stimato attualmente nell’ordine di 8 miliardi di euro all’anno.

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Principali hub mondiali

Il Sud-Est asiatico rappresenta un importante mercato halal seguito dai Paesi del Gulf Cooperation Council, GCC, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Qatar, Kuwait, Oman. Le dogane di alcuni Paesi islamici permettono l’ingresso di merci halal solo se accompagnate da certificati emessi da enti di certificazione islamici registrati. Il mercato halal mondiale è stimato intorno ai 2.300 miliardi dollari americani di cui 700 miliardi del comparto alimentare, mentre 70 miliardi interessano il mercato europeo.

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La certificazione halal in europa

Finanza e turismo sharia compliant sono settori in grande espansione in Europa. Prodotti e servizi halal vengono rivolti tanto ai musulmani europei quanto ai musulmani di passaggio per turismo o business. L’offerta arriva anche da parte di realtà imprenditoriali occidentali per intercettare nuovi clienti. Alcuni prodotti finanziari di investimento, come i sukuk lanciati da Azimut nel 2012 in Turchia, sono stati proposti anche sul mercato convenzionale.

L'autore

IlhamAllah Chiara Ferrero è consulente in comunicazione, tra i soci fondatori di Halal Italia, ente italiano di certificazione islamica. Lo scorso 31 ottobre ha tenuto una lezione sul mercato halal nell’ambito del corso della professoressa Francesca Maria Corrao, Professore Ordinario di Lingua e Cultura Araba presso il Dipartimento di Scienze Politiche della LUISS


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