Docs in progress / 4. Citizen Science e riabilitazione: come aumentare i partecipanti a progetti di ricerca e rendere la riabilitazione più engaging

20 febbraio 2018
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Attraverso la Citizen Science si riesce a rendere più piacevole e utile l’esperienza di riabilitazione e allo stesso tempo ad aumentare la capacità di analisi dati dei progetti di Citizen Science, rivolgendosi ad una nuova audience. Ci sono lezioni utili per policymakers e ricercatori, per coinvolgere nuove tipologie di partecipanti in progetti di ricerca basata sul crowd involvement, e per fornire un’esperienza migliore e più divertente a coloro che devono sottoporsi a un processo riabilitativo. Su questo tema Open ha intervistato Francesco Cappa, dottorando LUISS e autore di una recente ricerca

 

Qual è l’oggetto della ricerca?

Con l’avanzamento delle information technologies, le folle (crowds) vengono sempre più coinvolte in progetti di ricerca pubblici e privati. Il grado di impegno e conoscenze richieste varia dalla tipologia del progetto crowd: nel crowdsourcing si richiedono contributi di idee di nuovi prodotti (come nel caso di IBM Innovation Jam) o soluzioni ai problemi (come nel caso di Google che offre premi a chi trova bug nei suoi sistemi); nella Citizen Science si richiede la partecipazione di molte persone, appunto tutti i cittadini senza necessità di particolari conoscenze, nella collezione e/o analisi dati.

Gran parte delle mie ricerche di dottorato hanno avuto come focus la Citizen Science, poiché oggigiorno c’è sempre di più la possibilità di collezionare e analizzare grosse quantità di dati per progetti di ricerca. Grazie alla possibilità tramite web di coinvolgere persone provenienti da tutto il globo, i ricercatori possono chiedere l’aiuto di tutti i cittadini possibili (citizen scientists) per collezionare dati, come nel caso di Smart Citizens dove gli smarphone vengono usati per collezionare informazioni circa l’ambiente, o per analizzare dati, come nel caso di Brooklyn Atlantis dove ai cittadini viene richiesto di taggare parti inquinate di un canale di New York dalle foto prese da un robot acquatico che colleziona automaticamente una moltitudine di dati.

I benefici della Citizen Science sono molteplici: permette di portare avanti collezione ed analisi dati grazie all’aiuto dei cittadini che altrimenti senza il loro contributo non sarebbe stato possibile portare avanti; inoltre permette di ridurre i costi di questi progetti di ricerca essendo la partecipazione su base volontaria; beneficia l’intera società essendo questi progetti tipicamente di interesse pubblico e ambientale; permette agli individui con tempo libero a disposizione di avere una esperienza piacevole, utile e a contatto con i ricercatori cosa che non è tipicamente offerta loro; ed infine permette un aumento delle conoscenze delle persone che è uno degli obiettivi principali delle università e dei policymaker. Risulta quindi chiaro che è di grande interesse capire come attrarre maggiori partecipanti in progetti di Citizen Science.

In che modo stai conducendo la tua ricerca?

Tra le varie alternative per aumentare il numero di partecipanti, una di quelle analizzate concerne la possibilità di rivolgerci ad una nuova audience. In particolare,  abbiamo pensato di implementare la Citizen Science in esercizi riabilitativi. Infatti, chi ha molto tempo a disposizione sono ahimè coloro che a seguito di incidenti, infortuni o problemi di altro tipo hanno bisogno di sottoporsi a pratiche riabilitative. Inoltre, spesso, tali esercizi o movimenti ripetitivi possono essere poco motivanti.

Quindi abbiamo realizzato un gioco riabilitativo dove i pazienti che dovevano riabilitare l’arto superiore dovevano simulare di muovere con un mouse 3D il robot acquatico nel canale di New York per il progetto di Brooklyn Atlantis, e arrivati a certi traguardi potevano taggare oggetti realmente presi dal robot, come sul tradizionale sito internet dove interagiscono gli altri citizen scientists (vedi immagine), per segnalare le parti più inquinate del canale. Le ricerche condotto hanno dimostrato che i pazienti si sentivano più soddisfatti nella riabilitazione quando potevano contribuire al progetto di Citizen Science anche se questo implicava un maggior tempo dedicato agli esercizi.

Senza titolo

Sulla sinistra il Laptop con rappresentato il canale dentro al quale i pazienti dovevano muoversi mediante mouse 3D, riportato sulla destra, che offriva diversi livelli di resistenza. In determinati punti del canale apparivano foto realmente prese dal robot acquatico del progetto Brooklyn Atlantis che i pazienti analizzavano come tutti gli altri citizen scientists.

A chi consiglieresti di leggere il tuo lavoro per trarne idee e possibilmente beneficio?

Con questa ricerca abbiamo individuato una possibile nuova audience da coinvolgere per progetti di Citizen Science, permettendo quindi di svolgere attività di collezione ed analisi dati in maniera più veloce. Inoltre, questo studio ha permesso di evidenziare come i progetti di Citizen Science possano essere utili anche nel campo della riabilitazione. I pazienti sentendosi più contenti e dedicando più tempo alla riabilitazione possono ottenere risultati migliori in termini di riabilitazione. L’impatto sociale è quindi notevole e deve far pensare i policymaker ed i ricercatori a come coinvolgere maggiormente le persone che hanno bisogno di pratiche riabilitative, e magari anche altre audience che normalmente non vengono coinvolte e che invece possono far parte dei progetti crowd. Queste ricerche condotte sul coinvolgimento dei cittadini in progetti di citizen science portati avanti dai ricercatori pone le basi per un percorso virtuoso di coinvolgimento attivo dei cittadini di mutuo beneficio per le parti coinvolte.

Increasing patient engagement in rehabilitation exercises using computer-based citizen science

L'autore

Dopo aver conseguito una laurea in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Roma Sapienza, una in General Management presso la LUISS e una in Industrial Engineering preso la New York University Tandon School of Engineering, Francesco Cappa è attualmente ricercatore presso la LUISS


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