Un grande politologo, il più illustre studioso della globalizzazione. Un ricordo di David Held

5 marzo 2019
Editoriale Open Society
FacebookFacebook MessengerTwitterLinkedInWhatsAppEmail

Ci sono dei pezzi che non vorresti mai scrivere. Succede quando muore un amico. Un amico che ti sembra indispensabile ricordare, anche perché si tratta di un grande studioso come David Held. David Held è stato -fino a ieri- uno dei più grandi politologi viventi, probabilmente il più illustre studioso della globalizzazione, sicuramente diverse volte il più citato autore della Gran Bretagna per le scienze sociali. È autore di fondamentali libri e saggi scientifici, con un dottorato al MIT di Boston, post-doc a Cambridge, molti anni di insegnamento a LSE e infine Master dello University College a Durham dove è stato anche professore di Government e International Relations. Ebreo-inglese, famiglia e educazione internazionali, di casa in Europa, America e Asia,  ha anche amato molto l’Italia dove è stato professore alla Luiss di Roma. I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue, e grande è stata negli anni anche la sua capacità organizzativa avendo co-fondato la casa editrice Polity Press (leader nelle scienze sociali), nonché fondato e diretto la prestigiosa rivista Global Policy.

David è stato un uomo di grande umanità, un buon padre di famiglia, una famiglia lunga con figli grandi di primo matrimonio e figli piccoli del secondo. Lascia, oltre loro e i fratelli, la moglie Eva tra le cui braccia è spirato stanotte nella casa di Durham. Dotato di un’intelligenza brillante e pronta, è stato sempre in grado di coniugarla con la serietà degli studi e la profondità dell’impegno. Ha scritto testi oramai classici del pensiero democratico, come Models of Democracy (più di 500.000 copie vendute), in cui cerca di chiarire in che modo liberalismo, socialismo e democrazia sono conciliabili in nome dell’autonomia delle persone.

L’aspetto più noto dell’opera di Held riguarda però l’idea di democrazia globale o cosmopolitica. Held persegue questo filone di ricerca in maniera originale, in libri assai letti e discussi che mettono fianco a fianco elementi empirici e teoria sociale quali Global Transformations (1999), Globalization/Anti-globalization (2007), Global Inequality (2007) and Gridlock: Why Global Cooperation is Failing When We Need it Most (2013). Il cambiamento del contesto politico a livello globale ha però – sempre per Held – una controparte normativa, basata sulla democrazia cosmopolitica, come risulta da altri libri significativi quali Democracy in the Global Order (1999), Cosmopolitanism: Ideals and Realities (2010).

Held è un autore oramai classico di riferimento per coloro che studiano i problemi della globalizzazione. Nel suo recente libro intitolato Gridlock, che vuol dire all’incirca “punto di stallo” (scritto insieme a Thomas Hale e Kevin Young), Held chiarisce il senso della crisi in cui è caduta la politica globale, dato che “la cooperazione globale viene meno quando se ne ha più bisogno” (come recita il sottotitolo). Held è tornato comunque sull’argomento in Beyond Gridlock, curato oltre che da lui da Thomas Hale (Università di Oxford), un libro a più voci che rivede e corregge il precedente, aprendo le porte alla speranza.

David ha avuto una vita ricca di eventi, di idee e di persone. Mai come adesso il mondo avrebbe avuto bisogno della sua guida intellettuale. Ci mancherà. E, mi mancherà.

 

L’articolo è originariamente apparso su Il Messaggero del 4 marzo 2019, pubblicato per gentile concessione.

L'autore

Sebastiano Maffettone è Professore ordinario di Filosofia Politica e Direttore del Center for Ethics and Global Politics alla LUISS


Website
Articoli correlati