Il cambiamento verso un mondo rinnovabile partirà dai trasporti: ecco come

19 aprile 2019
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I trasporti avranno un ruolo cruciale nella transizione poiché la domanda di energia del settore rappresenta circa il 30% del totale della domanda globale e oggi è quasi del tutto alimentata dal petrolio e da prodotti petroliferi (2.491 Mtep di consumi petroliferi su 2.700 Mtep di consumo totale di energia nel settore (2016, in Figura 3.4). La dipendenza dal petrolio si è ridotta in questi anni molto lentamente, le emissioni provenienti dai trasporti continuano ad aumentare e il settore è diventato il primo responsabile nella graduatoria delle emissioni energetiche (Figura 3.5).

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In particolare i trasporti su strada potranno fare la differenza, una volta che sia avviato il cambiamento di alimentazione dei veicoli, dato il peso dominante di questo comparto nel settore (Figura 3.6). La rivoluzione del settore appare oggi al nastro di partenza: sono numerosi i tasselli da comporre nel quadro del cambiamento: tecnologici, economici e sociali per la propensione dei consumatori al cambiamento. Vanno dai tempi e la facilità del rifornimento, ai costi relativi dei carburanti e dei veicoli elettrici, alla sicurezza di approvvigionamento e dunque alle infrastrutture rese necessarie dai nuovi modelli di trasporto che richiedono un inevitabile sostegno dei governi, come avvenne in ogni trasformazione dei trasporti nel mondo; dipendono dalla disponibilità dell’industria automobilistica a investire nel nuovo e di conseguenza dalla credibilità dei nuovi indirizzi politici; fino alle politiche di sussidi e incentivi, che hanno un ruolo cruciale nella transizione e nel passaggio al mondo delle fonti rinnovabili. Forze contrastanti della conservazione sono al lavoro anche in questo settore e rallentano il cambiamento, che tuttavia appare ormai avviato e inarrestabile.

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L’industria di frontiera ha predisposto numerosi tasselli propedeutici alla trasformazione del settore: per quanto riguarda l’innovazione tecnologica ha investito e ottenuto risultati nel campo delle batterie e dei materiali per lo stoccaggio di energia, nella riduzione dei costi dei veicoli e nel miglioramento della sicurezza di approvvigionamento;l’impegno dei governi si è manifestato nell’infrastrutturazione del territorio, avviato dalle imprese con il sostegno pubblico e di una regolazione incentivante, entrambi necessari all’avvio dei nuovi modelli di trasporto su strada e ad abbattere le barriere che ancora si frappongono all’uso diffuso di veicoli ibridi, elettrici e alimentati da carburanti meno inquinanti dei combustibili fossili tradizionali. I costi sono un elemento determinante per attivare la svolta e dare il via alla rivoluzione dei consumi che, una volta avviata, avviene con i tempi rapidissimi che ha mostrato la storia del secolo scorso con la improvvisa diffusione del motore a scoppio e dell’uso del petrolio all’inizio del Novecento. Tutto fa pensare che oggi non siamo lontani da un cambiamento di pari entità. È evidente che le politiche di indirizzo dei governi, la definizione di standard condivisi da far rispettare alle case automobilistiche e di sostegno all’industria sono in questa fase fondamentali per impostare e promuovere la decarbonizzazione del settore.

A oggi, tuttavia, il contributo principale alla transizione viene dal miglioramento dell’efficienza nei motori a combustione interna dei veicoli e dei mezzi pesanti su strada che consente il risparmio di carburante; in 8 paesi, oltre a quelli dell’UE, le emissioni si sono ridotte grazie all’imposizione di standard di qualità. Secondo l’IEA queste politiche hanno diminuito il consumo di petrolio di 2,7 mb/g nel 2015 (IEA, 2017).

Se poi si considera il contributo dei nuovi carburanti alla decarbonizzazione, l’uso dei biocarburanti (principalmente bioetanolo come sostituto della benzina e biodiesel per il gasolio) assume un ruolo importante per i veicoli leggeri, i mezzi pesanti, gli aerei e la navigazione; è riuscito a ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera dovute all’uso di veicoli, anche se il numero di autovetture nel mondo è in crescita. I costi relativi tra i carburanti giocano un ruolo importante: è interessante notare che con il crollo del prezzo del petrolio dopo il 2014 la produzione di bioetanolo si è ridimensionata, ridotta del 6% a livello globale, e ha subito la concorrenza dell’uso della canna da zucchero, divenuta commercialmente più conveniente.

 

Il mondo rinnovabile

Come l’energia pulita può cambiare l’economia, la politica e la società

Valeria Termini
Luiss University Press

Scheda

L'autore

È professoressa di Economia politica e di Economia e Regolazione dei mercati dell’energia a RomaTre. È stata Commissario dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (2011-2018) e Vice-Presidente del Council of European Energy Regulators (CEER). Membro del Comitato di Esperti delle Nazioni Unite per l’attuazione dei “Millennium Development Goals” (CEPA), è stata insignita negli Stati Uniti dell’autorevole International Public Administration Award.


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