Il comparto dei corrieri aerei internazionali ed il loro ruolo propulsivo sullo sviluppo del sistema Paese

20 gennaio 2020
Editoriale Open Society
FacebookFacebook MessengerTwitterLinkedInWhatsAppEmail

Lo studio, promosso da AICAI Associazione Italiana dei Corrieri Aerei Internazionali, analizza gli aspetti operativi del comparto dei corrieri aerei internazionali ed il loro ruolo propulsivo sullo sviluppo del sistema Paese.

In particolare l’analisi condotta sul sistema industriale nazionale ha evidenziato che il “made in Italy” nell’ultimo decennio ha peggiorato la sua performance relativa sui mercati mondiali nei settori a basso valore aggiunto, per preservare posizioni di leadership in alcuni comparti ad elevato valore, come abbigliamento ed articoli in pelle, le cui quote sull’export mondiali sono stabili nel decennio 2009/2018 rispettivamente al 5,46% e all’11,07%, e nell’agroalimentare che pesa per il 4,17% sul totale delle esportazioni mondiali del settore, in lieve crescita rispetto al 2009. Le difficoltà delle imprese italiane sui mercati internazionali sono dovute anche alla dimensione media delle stesse, in quanto emerge dai dati ISTAT che la capacità di esportare è positivamente correlata alla dimensione. In Italia nel 2018 il 99,4% del totale delle imprese nazionali attive aveva meno di 20 addetti e di queste solo il 2,27% era in grado di vendere i propri prodotti oltre i confini nazionali.

La sfida dell’internazionalizzazione dell’industria italiana, in definitiva, si gioca sulla capacità delle PMI nazionali di evolvere verso modelli di competizione non più basati sul prezzo ma sulla specificità e relativo valore aggiunto del prodotto, nonché sull’incremento della loro presenza sui mercati internazionali anche inserendosi nelle moderne GVCs. Tuttavia, per le PMI i costi relativi alla gestione di alcuni aspetti legati al processo di internazionalizzazione (come l’individuazione di partner commerciali affidabili, la conoscenza dei mercati esteri e l’impatto con legislazione, normative tecniche e prassi doganali dei Paesi di possibile destinazione) costituiscono una vera barriera all’ingresso sui mercati internazionali. In questo contesto, la logistica e la gestione della supply chain diventano dei settori chiave per migliorare il successo e la performance competitiva di un’impresa di piccola dimensione, in quanto l’azione delle imprese specializzate nella logistica favorisce la riduzione dei costi connessi a queste problematiche.

In quest’ottica, i corrieri aerei internazionali si configurano come facilitatori del commercio internazionale per le PMI; essi supportano il processo di internazionalizzazione delle PMI con i loro servizi di consegna “time sensitive” ad elevato valore aggiunto, favoriscono l’integrazione delle PMI nelle GVCs attraverso la progettazione dell’intera supply chain delle stesse, riducono i costi delle strategie di penetrazione di nuovi mercati, grazie al loro supporto e consulenza specie in ambito legale e doganale.

In questa prospettiva, gli ostacoli regolamentari e normativi che limitano l’azione dei corrieri aerei possono a tutti gli effetti essere considerati delle barriere al processo di proiezione sui mercati globali delle imprese nazionali.

Lo studio, quindi, si conclude con l’individuazione di alcuni suggerimenti di policy tese ad incrementare l’efficienza dell’azione dei corrieri ed il loro supporto al sistema industriale nazionale: a) per la mobilità urbana, in tema di accesso ai centri storici e alle ZTL, è opportuno favorire lo sviluppo di un approccio non meramente restrittivo ma collaborativo, promuovendo sistemi di regole che, a fronte di impegni richiesti in nuovi investimenti per l‘efficientamento della flotta dei corrieri, assicurino esenzioni e facilitazioni all’operatività nei centri urbani; b) determinare un contesto regolamentare certo e stabile in tema di voli notturni, per consentire ai corrieri di pianificare i loro investimenti in infrastrutture negli hub aeroportuali e ottimizzare il loro network hub and spoke di collegamento internazionale; c) superare l’attuale fase di assestamento della normativa sui diritti aeroportuali, che vede la sovrapposizione tra modelli e competenze  dell’ART e dell’ENAC, anche al fine di attribuire la dovuta importanza al cargo aereo; d) favorire lo sviluppo dello sportello unico doganale, in modo da non vanificare gli ottimi risultati, in termini di tempi di sdoganamento, conseguiti grazie alla dogana elettronica, con i ritardi e le difficoltà riscontrate laddove siano necessari controlli doganali anche di altri uffici, specie quelli fitosanitari.

L'autore

Matteo Caroli è professore ordinario di Gestione delle imprese internazionali alla Luiss e Associate Dean for Executive Education della Luiss Business School, dove dirige anche il Centro di ricerche sulla sostenibilità e l’innovazione sociale.


Newsletter
Articoli correlati