Il Covid-19 ci ha resi più egoisti o altruisti? Sicuramente più attenti

15 maggio 2020
Editoriale Focus Ripresa
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Come le scelte individuali, e, in particolare, quelle motivate da preferenze per l’equità, la fiducia e la cooperazione, sono state influenzate in Italia dai due mesi di quarantena? La percezione di pericolo derivante dalla pandemia ha avuto l’effetto di aumentare l’attenzione verso gli altri o di accentuare la tutela di sé stessi?

Nell’impossibilità di ‘portare gli studenti in laboratorio’,  i ricercatori del Cesare Lab della Luiss hanno ideato una nuova metodologia che consente di ‘portare il laboratorio sul web’ preservando tutte le caratteristiche (ceteris paribus, anonimità, osservabilità, incentivi) che sono il valore aggiunto dell’analisi sperimentale. L’utilizzo di tale metodologia permette (mediante l’uso di piattaforme web collegate fra loro) di effettuare esperimenti sociali in un’epoca in cui non è consentita la prossimità fisica.

L’analisi che presentiamo riguarda tre sessioni sperimentali condotte nella Fase 1 (21, 22 e 24 aprile) con studenti Luiss reclutati tramite Orseé (Greiner, 2015) e in collegamento tramite Webex Cisco.

In ciascuna sessione i partecipanti sono stati abbinati in modo casuale e hanno affrontato una scelta di divisione di un ammontare di  10 euro con due modalità diverse, uno nel ruolo di proponent, l’altro nel ruolo di respondent. In un primo round, hanno giocato un Dictator game (in cui il proponent decide  come dividere la somma tra i due e la decisione unilaterale viene attuata) e, in 9 round successivi, un Ultimatum game (in cui il proponent di ciascuna coppia decide e propone la divisione al responder che può accettarla o rifiutarla; nel primo caso essa viene attuata, nel secondo, entrambi ottengono zero).

Alla fine dell’esperimento i partecipanti hanno compilato un questionario volto a rilevare alcune caratteristiche individuali relative alla quarantena (luogo in cui si è vissuta, numero di persone con cui si è condivisa).

I risultati di alcune statistiche descrittive hanno evidenziato:

  • nel Dictator game, in media il proponente ha tenuto per sé 8,14 euro, risultato in linea con i precedenti di questo gioco one shot. Tuttavia, tale somma varia a seconda delle condizioni in cui i partecipanti vivevano durante la quarantena. In particolare, i soggetti che stavano trascorrendo il lockdown nella città di origine si sono mostrati più generosi (tenendo per sé in media 7,6 euro), laddove coloro che la passavano lontani (Roma o estero) hanno tenuto per sé tutti i 10 euro assegnati. Anche il numero delle persone con cui si è condivisa la quarantena ha influito sulla decisione: coloro che hanno trascorso il periodo solo con un’altra persona hanno tenuto tutti i 10 euro per sé, quelli con gruppi di convivenza più ampi (con tre o più persone) hanno tenuto per sé 7,76 euro in media.
  • nell’ Ultimatum game, l’offerta media dei proponenti è stata 5,74 (maggiore di quella nel Dictator game, 1,86). Tuttavia, tale somma varia a seconda della condizione in cui i partecipanti vivevano durante la quarantena. In particolare, coloro che hanno trascorso la quarantena nella città di origine hanno tenuto per sé in media meno degli altri (5,4 contro 6,63). L’offerta del proponente risulta decrescere con la numerosità dei coabitanti (rispettivamente 6,14 con uno solo, 6,11 con due persone e 5,58 con tre o più persone). I responder hanno in media accettato proposte superiori o uguali a 4,41, ma la soglia di accettazione è stata inferiore per coloro che hanno trascorso la quarantena lontano da casa (3,78) e per quelli che condividevano la quarantena con meno individui (uno, 3,86; due,4,27 e tre o più, 4,42).

I dati raccolti sembrano suggerire che per i partecipanti all’esperimento la situazione in cui hanno vissuto la quarantena, e in particolare la possibilità di potere contare sul sostegno degli altri, abbia influito sulla percezione del rischio cui erano esposti durante il lockdown: coloro che si sentivano più vulnerabili  (lontani dalla città di origine) e  che potevano contare  meno sul supporto dei propri conviventi (ossia quelli che vivevano in gruppi più piccoli) sono risultati più attenti a dare  e più esigenti a ricevere.

L'autore

Daniela Di Cagno è Professore ordinario di Microeconomia presso la Facoltà di Economia della Luiss Guido Carli e Direttore del Centro di Economia sperimentale della Luiss CESARE


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