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Contrariamente alla retorica che ha accompagnato il lockdown, l’isolamento mina la cooperazione

L’impatto del distanziamento 

Il Covid-19 ha avuto un forte impatto sul modo in cui viviamo e su come reagiamo alle diverse interazioni sociali. Durante il passato lockdown abbiamo conosciuto situazioni che vanno dalla riduzione dell’interazione fisica all’isolamento totale. Poiché le nuove forme di interazione sociale che si sono verificate in passato verranno mantenute nel prossimo futuro, è utile analizzare se e come il distanziamento sociale impatta sul comportamento degli individui.
A questo si aggiunge dal punto di vista della ricerca metodologica il quesito di come sia possibile, dati i vincoli imposti dal distanziamento sociale, continuare a condurre esperimenti di laboratorio che preservino le caratteristiche salienti di tale sperimentazione. Anche se molti lavori hanno replicato con successo alcuni esperimenti tramite l’utilizzo di piattaforme on line gli sperimentalisti lamentano la mancanza di controllo di tali metodi sull’attenzione posta dai partecipanti, sulla selezione del campione e sulla possibilità di uscire senza preavviso dall’esperimento.

Lockdown e scienza

Per rispondere a tale esigenza abbiamo costruito un “Laboratorio sul Web” composto di un’architettura tra diverse piattaforme che ci ha permesso di replicare tutte le caratteristiche di robustezza degli studi sperimentali: interazione tra partecipanti, monitoraggio e controllo del campione. Per testare tale struttura e per potere continuare la nostra attività di ricerca anche durante il lockdown abbiamo effettuato un’indagine sperimentale volta a studiare appunto gli effetti del lockdown da Covid-19 sulle preferenze per l’equità e la cooperazione, di cui riportiamo di seguito i principali risultati (per una completa esposizione. In particolare, ci siamo chiesti se il pericolo percepito dalla pandemia tende a rafforzare la considerazione che abbiamo degli altri o ad esacerbare la protezione di sé stessi.
L’esperimento è stato condotto interamente online, in modo da rispettare il distanziamento sociale, ma con  partecipanti estratti dalla usuale popolazione degli studenti dell’Università Luiss Guido Carli iscritti al database Orsée, che include studenti delle tre facoltà di Economia, Scienze Politiche e Giurisprudenza. Ciascuno di essi è stato monitorato, previo consenso, tramite webcam durante tutta la durata dell’esperimento, isolato dagli altri  e messo in contatto con essi solo tramite le rispettive scelte; inoltre, è stato possibile fornire le istruzioni per l’esperimento e adeguata incentivazione monetaria sulla base delle decisioni prese, e in modo anonimo, alla fine dell’esperimento sempre mediante piattaforme on line. In pieno lockdown (Aprile 2020), un campione di 106 studenti  ha partecipato a un esperimento che si componeva  di due design, ben noti agli sperimentalisti: il gioco dell’Ultimatum giocato per 9 round con 54 dei partecipanti e il gioco della contribuzione volontaria ad un Bene Pubblico giocato per 10 round con 52 dei partecipanti, entrambi seguiti da un questionario finale non incentivato che ci ha permesso di ottenere dettagli su come i partecipanti stavano vivendo il lockdown.

Isolamento e radicamento sociale

In particolare, il questionario fornito alla fine dell’esperimento ha rilevato tre variabili legate alle caratteristiche di come i nostri partecipanti hanno vissuto il lockdown: la durata (più o meno di 6 settimane), il numero di conviventi (1, 2 o più di 2) e la situazione, ossia se hanno passato il lockdown nella propria città di residenza o altrove.
A conferma della validità del setting utilizzato per i due esperimenti nel loro complesso abbiamo trovato risultati conformi a quelli più frequenti negli esperimenti di Ultimatum e di Contribuzione volontaria bene pubblico: domanda media da parte del proponente pari al 57%, tasso di accettazione medio 86,7% e accettazione media da parte del ricevente pari al 44% nel primi; contribuzione media pari al 31,7% e presenza effetti di fine periodo e di cooperazione condizionale.
I risultati dei nostri esperimenti mostrano che le circostanze in cui i partecipanti hanno trascorso il lockdown hanno interagito sul loro comportamento nei due giochi. I partecipanti si sono dimostrati più egoisti nel gioco dell’ultimatum quando l’isolamento sociale era intenso (lock down passato lontano da casa e con pochi coabitanti. Le contribuzioni al bene pubblico sono state più alte quando l’isolamento sociale era vissuto lontano dalla propria casa natale, tuttavia, la disponibilità a cooperare diminuisce all’aumentare della durata del lockdown.
Abbiamo Interpretato questi risultati come una prova che il “radicamento sociale” può compensare gli effetti del “distanziamento sociale” e che i costi del “distanziamento sociale”, rappresentati dalla riduzione dell’interazione con gli altri, come quella sperimentata durante il lockdown, possono essere mitigati aumentando la possibilità degli individui di gestire il rischio sistemico dell’epidemia in una “zona di comfort”.