Inaugurazione anno accademico Luiss 2020-21. Intervento conclusivo del Presidente Vincenzo Boccia

18 novembre 2020
Editoriale Open Society
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Invertire la rotta

L’avvento della pandemia da Covid-19, un fenomeno che colpisce tutto il mondo nello stesso momento, ci mette di fronte a un dato di fatto dal quale non possiamo più prescindere: se vorremo progredire dovremo imparare a gestire e dominare l’incertezza.
Dovremo fare in modo che diventi nostra alleata generando comportamenti virtuosi. Una delle caratteristiche richieste ai nuovi leader politici e ai nuovi manager, sarà proprio quella di saper cogliere gli elementi positivi che derivano dall’incertezza perché nulla sarà come prima.
Dovremo avere, infatti, la capacità di saper scrutare il futuro e di cogliere le opportunità nelle avversità.
Caratteristiche che già oggi dovrebbero definire una buona leadership e senza le quali non sarà nemmeno pensabile di poter guidare una qualsiasi organizzazione. L’incertezza sarà stimolo e guida per il futuro così come lo è stato nel percorso di Ilham Kadri.
Questo vuol dire che dovremo saper leggere gli avvenimenti e interpretarli. Bisogna prepararsi per affrontare qualcosa che è molto di più dell’ordinario e che si presenta sotto forme inedite.
Accettare l’incertezza sarà il primo passo di un lungo cammino che dovrà portarci a neutralizzare le sue conseguenze più negative: il terrore di sbagliare, il rinvio, l’immobilismo.
Occorrerà trovare strumenti e modi per uscire dalla prigione delle garanzie.
Per trovare le risposte di cui avremo bisogno dovremo avere il coraggio di sfidare le convenzioni che ci rendono sicuri e avventurarci in terreni da esplorare.
Dovremo imparare a superare noi stessi uscendo dalla nostra comfort zone per aprire nuove strade.
In una parola, dovremo imparare ad esplorare, ad andare con mente aperta là dove saperi e competenze si intersecano, come hanno ricordato Andrea Prencipe e ‘Funmi Olonisakin. Solo così potremo entrare a far parte del mondo degli innovatori, consapevoli che l’errore è dietro l’angolo: senza farci condizionare dal fantasma di una possibile sconfitta ma dominando i rischi connessi al nuovo.
I compiti cui saranno chiamati i nuovi leader saranno via via più complessi.
E la tecnologia, da sola, non potrà fornire tutti gli strumenti necessari.

Nuovi obiettivi 
Sarà l’uomo, di fronte a sé stesso, a dover cercare le risposte moralmente ed eticamente giuste, a individuare la stella che, con i versi di Dante evocati da Giovanni Lo Storto, guiderà il suo percorso.
Per quanto profonde e raffinate potranno essere le conoscenze di ciascuno aumenterà necessariamente il bisogno di scambio e confronto per collaborazioni sempre più serrate all’interno delle singole discipline e tra discipline diverse. Dialogo e confronto anche tra maestri e allievi, tra gli ospiti di oggi e gli studenti come Alessio Tessitore, che stanno iniziando o proseguendo il loro percorso.
La curiosità deve guidare le nostre intenzioni e le nostre azioni perché il nuovo diventi un terreno amico. Dobbiamo avere la capacità di prefigurare il domani con l’obiettivi di realizzarlo. Sguardo lungo, senza indugiare nel presente.
La ricerca di un punto di equilibrio più avanzato – locale e globale – potrà avere possibilità di successo solo se i nuovi leader sapranno consolidare una rinnovata fiducia nelle istituzioni.
Ecco, dunque, la seconda parola magica per il mondo che dovremo affrontare e costruire: fiducia. Senza la quale ogni sforzo sarà vano perché mancherà qualsiasi possibilità di condivisione collettiva con il rischio che ciascuno cerchi soltanto sbocchi e successi individuali.
La fiducia si edifica e si alimenta con grande pazienza e perseveranza avvicinando quanto più possibile le parole ai fatti. Dimostrando di avere padronanza degli argomenti trattati, capacità di ascolto, volontà d’inclusione.
È una conquista difficile e non scontata.
La fiducia si produce, soprattutto, con il coraggio delle riforme per raggiungere frontiere sempre più avanzate: cambiare le cose per migliorarle, accettare le sfide della trasformazione per adeguarsi ai tempi.
Lavorare tutti per fare della fiducia l’obiettivo da raggiungere è l’unico modo per aumentare l’ottimismo di sistema, all’interno e al di fuori dei confini nazionali, per costruire un nuovo ordine mondiale che faccia della cooperazione il suo modello vincente.
Abbiamo bisogno di risolvere un problema di governabilità globale stimolando la convergenza delle volontà e delle politiche dei singoli Paesi verso soluzioni comuni e condivise, come le crescenti emergenze, dalla lotta al Covid al cambiamento climatico, ci stanno chiedendo di fare.
C’è bisogno, per questo, di sviluppare e irrobustire le nostre capacità critiche per guardare oltre il contingente, prefigurando e contribuendo a realizzare quelle modifiche allo status quo utili a garantire creazione e diffusione sociale della ricchezza.
È con fiducia che dobbiamo aprirci ai nuovi modelli produttivi ispirati al rispetto dell’ambiente, alla circolarità, all’inclusione in ogni sua accezione, al superamento delle disuguaglianze tra territori, imprese, persone.
Nel Manifesto di Assisi per un’economia a misura d’uomo e nel pensiero profondo di Papa Francesco, espresso nell’enciclica “Fratelli tutti”, possiamo trovare quegli spunti di riflessione per una nuova etica della responsabilità.
Esplorare, innovare, diffidare delle facili soluzioni per accettare l’incertezza imparando a conviverci, ispirare e avere fiducia, essere attori del cambiamento anche a costo di smontare regole consolidate se non più attuali…
Aprirsi agli altri, studiare, approfondire, non dare mai nulla per scontato, guardare e ascoltare gli altri con rispetto: quanto più il contesto in cui viviamo mostra la sua profonda complessità tanto più ci sarà bisogno di leader solidi e visionari.

L'autore

Vincenzo Boccia è Presidente della Luiss Guido Carli


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