Inaugurazione anno accademico Luiss 2020-21. Relazione del Direttore Generale Giovanni Lo Storto

18 novembre 2020
Editoriale Open Society
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Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, Signor Presidente di Confindustria, autorità, professoresse e professori, care colleghe e cari colleghi, carissime studentesse e carissimi studenti, buongiorno a voi tutti e grazie per essere con noi, sebbene collegati da remoto, in questa occasione così importante per la nostra comunità.

Viviamo tempi complessi, la pandemia ha generato una discontinuità con conseguenze sugli individui, sulle famiglie e la società. Il 2021 si preannuncia come un anno di sacrifici e di dure prove che come persone e cittadini ci troveremo ad affrontare, ma sarà auspicabilmente anche ricco di opportunità per il sistema Paese.

Sarà l’anno accademico in cui tante ragazze e tanti ragazzi inizieranno il loro percorso di studi, alcuni lo termineranno, altri ancora lo proseguiranno: è a loro in particolare, al loro impegno e ai dubbi che comprensibilmente nutrono in una situazione così complessa che voglio rivolgere un augurio speciale, prendendo in prestito quello che un maestro diede al suo allievo più di sette secoli fa.

Proprio nel 2021, infatti, si celebreranno i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.

Nel quindicesimo canto dell’Inferno, il più grande poeta che abbia mai scritto nella nostra lingua, immagina che qualcuno cerchi un contatto con lui. Ed è la prima volta che questo accade dall’inizio del suo viaggio. Nel volto sofferente e sfigurato di chi gli sta tirando il mantello, Dante riconosce il suo Vecchio maestro, Brunetto Latini.

Quell’incontro è l’occasione per un insegnamento – un insegnamento di cui Dante, che viveva una vita turbolenta, aveva disperatamente bisogno: “Se tu segui la tua stella”, gli dice Brunetto, “non puoi fallire a glorioso porto.”

 Segui la tua stella, e non fallirai. Vorrei fosse questo il punto di partenza per l’augurio a quanti intraprenderanno con noi il loro percorso, in questo nuovo anno accademico. Rintracciare una stella, una guida, può non essere semplice nel momento che stiamo attraversando. Appena un anno fa, in questa stessa occasione, in questo stesso luogo, non avremmo mai immaginato di vivere una emergenza sanitaria di questa portata.

Lo scorso anno la nostra Aula Magna era così gremita… proviamo per un attimo a guardarla assieme… Ma oggi, grazie alle nuove tecnologie, siamo nelle case di migliaia persone in tutta Italia e non solo.

Il digitale, le reti, le infrastrutture sono diventate infatti la chiave della nostra attuale società, capaci di garantire continuità ai servizi. Proviamo a rivedere quello che abbiamo realizzato in questi mesi, dal 4 marzo, quando spostammo nel giro di una sola notte tutta la didattica in modalità on line. Da quel giorno abbiamo registrato: 1.863.524 connessioni19.000 lezioni on line, 2.770 esami a distanza. Numeri che ci hanno permesso di essere considerati una best practice a livello mondiale per CISCO.

Con un lavoro incredibile di: 1.479 docenti, di cui 129 di diverse nazionalità e 239 persone dello staff, di cui il 65% donne. Un impegno rivolto ad una comunità di 9.514 studenti, di cui il 45% sono donne e il 97% si laurea praticamente in corso.

 Scuola e Università sono state e sono al centro del dibattito che ha coinvolto l’intero Paese. Si è rafforzata la consapevolezza della loro importanza nella crescita e nello sviluppo della nostra società.

 Abbiamo condiviso tutti le parole del Presidente Conte, che concluderà i lavori di questa giornata, sulla sofferta decisione di ridurre la didattica in presenza, perché sappiamo bene che la socialità che si sviluppa tra i banchi – tra una lezione e un caffè – è il valore aggiunto della formazione e dell’apprendimento di ogni studente. Eppure, solo grazie alla tecnologia non ci siamo fermati. Allora lasciatemi fare un passo indietro per poi proseguire di due.

 Era lunedì, 25 marzo del 1878. Il NY Times pubblicò un editoriale contro l’aerofono di Thomas Edison titolando: “Mr. Edison has invented too many things, and almost without exeption they are things of the most deleterious character” – “Il Sig. Edison ha inventato troppe cose e, quasi senza eccezioni, hanno tutte un impatto deleterio”.

Anche all’epoca, si temeva che la nuova tecnologia avrebbe messo a rischio la salute pubblica, la morale, i posti di lavoro. Questo strumento avrebbe distrutto la fiducia tra le persone e la privacy di tutti. Non è un caso isolato: l’avvento di una tecnologia dirompente è accompagnato, da sempre, da timori legati alla sensazione di impotenza che deriva dall’assistere allo spettacolo dell’innovazione.

Nell’epoca in cui viviamo, i dati sono il nuovo petrolio. L’intelligenza artificiale la nuova elettricità. L’internet delle cose il nuovo sistema nervoso. E allora, se vogliamo sfruttare appieno la rivoluzione digitale, dobbiamo sviluppare nuovi percorsi di apprendimento che mettano in condizione gli studenti di crescere in aree distinte, ma profondamente interconnesse:

 

  • Alfabetizzazione digitale: e qui il mio pensiero va subito a 42 Roma Luiss. Un progetto rivoluzionario che ha l’ambizione di formare talenti, professionisti, esperti del digitale che potranno contribuire alla trasformazione tecnologica delle imprese e della Pubblica Amministrazione del nostro Paese. Un progetto globale che dal 2013 ad oggi vede:

o 32 campus in 21 Paesi

o 10.341 studenti, provenienti da 177 Paesi

o …e l’81% non ha un background tecnico

  • Ma allo stesso tempo da questo anno inseriremo nei percorsi formativi dei nostri studenti nuove materie: archeologia e storia dell’arte, filosofia, letteratura italiana, storia della musica e nutrizione funzionale. Perché siamo convinti che la forza delle humanities debba integrarsi sempre di più con le discipline scientifiche ed economiche.

Interconnessione, Diversità e Inclusione sono gli assi fondanti del nostro Ateneo.

Un Ateneo di studentesse come Costanza Corridori, iscritta al IV anno di Giurisprudenza, profilo di Diritto Penale. Abbiamo incontrato Costanza nel 2018: matricola, e già ricca di idee e di voglia di fare, ci scrisse per presentarci l’associazione Rio de Oro Gavardo, Onlus che accoglie bambini provenienti da campi profughi con disabilità e malattie legate soprattutto alle dure condizioni igienico-sanitarie, proponendoci di inserirla tra i partner del progetto VolontariaMENTE.

Voglio però leggervi le sue parole: “Grazie alla meravigliosa energia positiva che solo i bambini riescono a diffondere, siamo riusciti a realizzare un piccolo sogno. Perché voglio tornare da loro? Perché conosco tutti i loro nomi, tutti I loro gusti; conosco i modi per far addormentare ognuno di loro dopo una lunga giornata di gioco. Perché andare a dormire tardi la sera e svegliarsi presto la mattina solo per dare il massimo per loro e per renderli felici è una esperienza indimenticabile”.

Un Ateneo che ha anche l’obiettivo di riattivare l’ascensore sociale aprendo l’alta formazione anche a chi ha meno possibilità, attraverso le borse di studio che quest’anno sono quasi di 1.100. Penso subito a Bereket, iscritto al Corso di Laurea Magistrale in Corporate Finance. Permettetemi di riprendere alcune delle sue parole pronunciate durante la celebrazione dell’Alumnus 2019: “Non riesco a esprimere la gioia che ho provato quando ho saputo di aver ricevuto la borsa di studio Luiss, era un sogno che diventava realtà o forse la realtà aveva superato ogni aspettativa. Durante il volo Etiopia-Italia, sorvolando deserto e mare, non ho potuto fare a meno di pensare a tutti coloro che hanno perso la vita cercando di attraversare il Sahara e il Mediterraneo. Ogni giorno della mia vita sono grato a tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo.”

Luiss è stata pioniere, insieme all’Università di Bologna, nella formazione di ragazzi rifugiati selezionati direttamente in Etiopia. Dal 2019 ad oggi al progetto “Corridoi Universitari” hanno aderito altre 10 Università italiane. Bereket, ma anche Anna Di Gioia. E come Costanza, Bereket ed Anna, tante altre studentesse e studenti. All’inizio di questo discorso ho ricordato Dante e il suo viaggio: lui stesso si trovò a intraprendere un percorso oscuro, incerto, lungo il quale trovò tuttavia la guida costante della conoscenza e della saggezza – che egli rappresentò, poeticamente, con la figura di Virgilio – e numerosi furono gli incontri e le storie che contribuirono a formarlo. Lo studio, l’impegno, gli incontri che farete in questo nuovo anno accademico saranno la vostra guida che, non abbiate timore, non vi lascerà mai.

Solo così, tutti insieme, anche noi usciremo a riveder le stelle.

Prima di lasciare il palco ai prossimi speaker, vorrei ringraziare Funmi Olonisakin e Ilham Kadri che arricchiranno con i loro interventi questa giornata, il Magnifico Rettore, Andrea Prencipe, il Presidente della Luiss Guido Carli Vincenzo Boccia, il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ci onora della sua partecipazione in un momento così complesso. In ultimo, permettetemi un pensiero a due colleghi che ci hanno lasciato in questi giorni. Carlo Di Palma nostro compianto dirigente ed amico e Franco Fontana Professore e storica colonna del nostro Ateneo. Un forte abbraccio da tutti noi. L’ultimo ringraziamento, quello più grande, va alle nostre studentesse e ai nostri studenti. I nostri campus aspettano la vostra energia e il vostro entusiasmo.

L'autore

Giovanni Lo Storto è Direttore Generale delll’Università Luiss Guido Carli


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