Inaugurazione anno accademico Luiss 2020-21. Relazione del Rettore Andrea Prencipe (sintesi)

18 novembre 2020
Editoriale Open Society
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  • La visione lungimirante del vertice di Ateneo, Presidenza, Vicepresidenza, Direzione Generale, e l’azione unita del corpo docente e dell’amministrazione hanno profondamente ampliato lo spettro delle opportunità, dei collegamenti con il mondo delle imprese, delle progettualità di ricerca e di collaborazione con numerose istituzioni internazionali.
  • Diversità ed inclusione – internazionalizzazione come educazione alla diversità, Libera Università Internazionale degli Studi Sociali
    • 13 nazionalità espresse dal corpo docente Luiss
    • Oltre 2500 domande di ammissione di studenti internazionali
    • 20 professori italiani rientrati in Luiss da altre prestigiose università internazionali
    • 46% dei ricercatori e assistant professor sono donne
    • Aumentata progressivamente la presenza di donne talentose in senato accademico
    • Numero consistente di professori Luiss classificato nel top 2% degli scienziati sociali di tutto il mondo
    • Incremento sostanziale di attrattività di fondi di ricerca
  • Per quanto orgogliosi possiamo essere, se ci guardiamo intorno abbiamo grandi motivi per rinnovare i nostri sforzi, e anche grandi ragioni di turbamento e preoccupazione. La presenza di Ilham Kadri, CEO di Solvay, scienziata e ora corporate leader franco-marocchina, e dell’Ambasciatore Christian Masset, ci riporta con la mente e con il cuore ai terribili attacchi terroristici di questi giorni. La presenza di ‘Funmi Olonisakin, scienziata nigeriana, professoressa di sviluppo, Vice Principal del King’s College di Londra, nostro partner, ci porta a riflettere sul ruolo dell’università.
  • La crisi Covid sta modificando il modo in cui pensiamo il mondo: le sue catene di produzione del valore, le sue forme di autogoverno transnazionale, le sue dinamiche di conflitto, il senso comune. Per chi pensa a una missione «alta» dell’Università, questo è un tema ineludibile. In un’occasione di solennità e di rito qual è l’inaugurazione di un Anno Accademico, sappiamo che oggi siamo chiamati a rispondere a una domanda: a cosa serve una comunità scientifica internazionale, in questo lungo tempo di tempesta?
  • Dopo anni di delegittimazione dei saperi, delle scienze, dei cursus honorum che molti dichiaravano inutili, oggi alle scienze si chiede autorevolezza e capacità di orientare le grandi decisioni pubbliche: non solo sulle pandemie, ma sul futuro delle città, sulla sostenibilità, sugli assetti geopolitici e sulle capacità organizzative.
  • Guardando oltre questa età ambigua, di incognite sconosciute, tutti hanno capito che le Università sono l’unico terreno su cui si può costruire la sfida del futuro, la sfida delle intersezioni: tra intelligenza artificiale ed etica, tra saperi giuridici e saperi politici, tra scienze del comportamento e scienza dell’economia, tra arti del management e management delle arti, tra rinnovamento dell’esistente e generazione di nuovi pensieri.
  • L’elenco potrebbe continuare a lungo, perché ogni giorno l’esistente ci mette in condizione di lavorare con un sapere intersettivo. Abbiamo puntato sulle intersezioni disciplinari e culturali, lanciando programmi interdisciplinari ed internazionali nell’ambito delle Scienze Sociali con l’intento di eseguire la visione dei padri fondatori della Luiss: le Scienze Sociali e le relative intersezioni possono e devono avere un ruolo nella emergente era digitale.
    • Albert Hirschman riteneva che iltrespassing (il passaggio di frontiera) può avvenire quando si ha chiarezza sul paese (la disciplina, il dominio) da cui si proviene e il paese (la disciplina, il dominio) verso cui si va. Si cresce e si innova ricomponendo, non de-costruendo (da e oltre Schumpeter).
    • I grandi eruditi della scienza del passato dicevano: sapiente non è colei o colui che sa tante cose, ma colei o colui che sa come cercare e trovare tante cose. Oggi noi possiamo riprendere questa massima e modificarla così: nell’immensità delle informazioni e delle conoscenze disponibili, sapiente non è colei o colui che sa tante cose, ma è colei o colui che sa collegare le cose giuste.
    • La sfida è dei generalisti-specializzati. L’homo habilis, nostro progenitore, costruiva attrezzi rudimentali. Noi, i Sapiens abbiamo costruito cattedrali fisiche, e cattedrali del sapere. Oggi dobbiamo compiere un nuovo salto. Non solo il sapere, o il sapere al quadrato, o il sapere al cubo: se andiamo per metriche e ordini di grandezza, l’intelligenza artificiale ha già vinto la sua sfida su di noi. La scommessa è invece sulla scienza dei collegamenti e delle colleganze, delle affinità elettive ed epistemologiche, delle grandi scelte che nessun computer potrà fare per noi. Solo l’intelligenza naturale sa e saprà definire e gestire con la necessaria flessibilità la sfida del sapere intersettivo.
    • Per saper collegare, per intravedere le intersezioni, è opportuno saper fare domande. L’approccio enquiry-based è l’innovazione che stiamo progettando e sperimentando: in Luiss, vogliamo creare le condizioni che permettano alle nostre studentesse ed ai nostri studenti di apprendere a saper fare domande; offriamo strumenti per dare senso alla realtà (sense giving). Il compito dei docenti è quindi di infondere dubbi. ‘…il dubbio è l’inizio della conoscenza…’ (Cartesio). ‘…le università dovrebbero trattare l’apprendimento come problemi non ancora del tutto risolti, e quindi sempre in modalità di ricerca…’ (Wilhelm von Humboldt).
  • Il tema dei temi, la vera sfida di cui l’Università è stata portatrice nei secoli, è quello della libertà. Nasce più di otto secoli or sono, l’Universitas, come istituzione transnazionale che garantisce l’autonomia agli intellettuali. Oggi più che mai la libertà è fortemente connessa alla responsabilità (la libertà “pesa” diceva I. Berlin, occorre farsene carico, per questo non piace a molti). La libertà è responsabile.
  • Sono sotto attacco le tre libertà fondamentali su cui abbiamo edificato la nostra coscienza culturale: la libertà di parola, la libertà di intrapresa e la libertà di culto. E l’Università deve scegliere se estinguersi, e diventare semplice luogo della certificazione e dell’esonero professionale, o evolversi e rilanciare la sua missione storica: terreno di coltura di queste libertà, come garanzia fondamentale di ogni sapere.
  • Gli Atenei sono i soli luoghi che possono creare e garantire quelle nuove intersezioni che ogni giorno ci aiuteranno ad evolvere, facendo leva sulle libertà che costituiscono la chiave della resilienza – termine fin troppo abusato oggi – e della longevità delle istituzioni universitarie stesse.
  • Saremo sempre più attrattivi quanto più saremo il luogo del pensiero libero: la nostra libertà farà da calamita per i ricercatori, le intelligenze più aperte e gli innovatori: ecco dove possiamo lavorare e aprire nuove piste.
  • Il tema delle libertà universali e dell’Università riassume e rilancia, ovviamente, i nostri contenuti e valori più alti come Luiss. Ci poniamo come Community, ma ovviamente i filamenti che tessono la nostra stoffa sono filamenti di apertura e libertà di invenzione. Parliamo di Diversity, Inclusione, Sostenibilità, curriculum di esperienze life-large e incubatori di impresa: ma ovviamente il punto di partenza e di arrivo di tutto questo è un patto tra persone che si riconoscono libere.
  • I nostri studenti devono sentirsi liberi di scegliere il corso di studi, di farsi un’idea autonoma, di sentire e se necessario di dissentire. Devono amare la libertà degli altri, se necessario più della propria.
  • Un anno fa si celebravano i 500 anni dalla morte di un grande italiano che, non per niente, è molto amato anche in Francia: Leonardo Da Vinci. Intelligenza molteplice e inquieta, uomo dai mille interrogativi e dai mille talenti, Leonardo potrebbe a pieno titolo essere definito il Padre Fondatore dell’intersezione tra i saperi, che è quella linfa a cui dobbiamo attingere per crescere oggi. C’è una frase di Leonardo che i nostri studenti dovrebbero portare con loro «È veramente Artista colei o colui che sopravanza lo suo Maestro». Dare ai nostri studenti ogni occasione possibile per mettere in questione proprio noi, che siamo o crediamo di essere i loro maestri. Aiutarli ad andare oltre, a superarci, è la migliore missione che oggi un’Università libera, egalitaria e fraterna possa abbracciare. Nonostante il periodo difficile che potrebbe far indulgere al pessimismo, vedere i nostri studenti e la loro intelligenza senza precedenti genera forte la sensazione che sopravanzarci per loro non sarà un obiettivo difficile. Ed è quindi la loro intelligenza, la loro capacità di apprendimento, la loro attitudine a dare senso, che facendoceli già intravedere sulla corsia di sorpasso ci rende straordinariamente ottimisti e orientati progressivamente al futuro, a cominciare dall’anno accademico che seppure in collegamento remoto oggi dichiariamo aperto.

 

L'autore

Andrea Prencipe è Rettore dell’Università Luiss Guido Carli


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