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Effetto Covid, risale il consenso degli italiani per l’euro

Numeri a confronto

Un sondaggio non fa una tendenza. È così anche per il sondaggio Winpoll per il Sole 24 Ore sull’atteggiamento degli Italiani verso l’Europa in tempo di pandemia. Ma è pur sempre un segnale significativo il fatto che alla domanda  è importante che l’Italia continui a far parte dell’Unione Economica e Monetaria con l’Eeuro come moneta unica’  abbiano risposto di essere d’accordo o abbastanza d’accordo il 63% degli intervistati, che diventa il 74 % se escludiamo il 15% che non ha risposto alla domanda. È un dato importante. Ed  è anche significativo che solo il 7 % abbia dichiarato esplicitamente di non essere per nulla d’accordo. L’euro piace più di prima. Forse sono il Covid 19 e la risposta dell’Europa. Il sondaggio Winpoll non ci consente di affermarlo con certezza, ma l’ipotesi è plausibile.  Una parziale conferma viene anche dall’ultimo sondaggio Eurobarometro fatto l’estate scorsa, al tempo dell’approvazione del Recovery Fund.  La domanda fatta sull’euro è molto simile alla nostra e la risposta è stata praticamente la stessa. In quel caso il 60% dei rispondenti italiani ha dichiarato di essere a favore della moneta unica.
L’ euro però non piace a tutti allo stesso modo. Piace molto ai giovani sotto i trent’anni e agli adulti sopra i 65. Piace poco alle casalinghe e ai disoccupati, ma piace molto  ai liberi professionisti e –sorprendentemente – agli operai. Piace di più al Nord e al Centro che al Sud e questa non è una sorpresa.  Piace soprattutto a chi ha un titolo di studio superiore, a conferma che anche da noi , e non solo negli USA, il livello di istruzione è un fattore rilevante per capire opinioni e voto.
Tra gli elettori dei maggiori partiti piace tantissimo a quelli del PD ( 82%) e di Forza Italia ( 74%). Piace relativamente poco agli elettori dei partiti di destra, il 36% di quelli della Lega e il 41 % di quelli di Fratelli d’Italia. Su questo tema, non proprio secondario, il partito di Berlusconi è molto più vicino al polo europeista che a quello sovranista. Quanto agli elettori del M5s il 54% dà un giudizio positivo sulla appartenenza dell’Italia alla area della moneta unica. Non si tratta di una maggioranza ampia, ma fino a poco tempo fa l’atteggiamento nei confronti dell’Europa degli elettori pentastellati, nonchè dei loro rappresentanti, era molto meno favorevole. Stare al governo evidentemente serve a sviluppare una prospettiva diversa.

Partiti sovranisti

Tutto sommato a noi sembra che il quadro che emerge da questo sondaggio sia piuttosto positivo. Soprattutto se confrontiamo questi dati con quelli del sondaggio Winpoll pubblicato sul nostro giornale lo scorso Aprile, quando l’Europa non si era ancora fatta sentire. Allora alla domanda se fosse un fatto positivo per l’Italia far parte della Unione Europea solo il 35 % aveva risposto affermativamente. E in fondo anche il dato relativo agli elettori dei partiti sovranisti, quelli ancora in maggioranza contrari, non è da considerare del tutto negativamente.  In questo campo non è chiaro se sia la base che traina la leadership o viceversa. Ci vorrebbero altri dati per scoprirlo. In ogni caso registriamo che non sono proprio pochi gli elettori della Lega che accettano l’euro e sono ancora di più quelli di Fratelli d’Italia. E questo è un fatto che Salvini e Meloni non possono trascurare. L’impressione è che la risposta dell’Europa a partire da Luglio scorso cominci a far breccia anche tra i sovranisti. Forse Salvini e Meloni lo hanno capito, viste le dichiarazioni più recenti in tema di politica europea. Come lo ha capito da tempo Marine Le Pen in Francia.
Tutto bene allora ?  Non è il caso di farsi illusioni. Sappiamo che su un tema come quello dei rapporti con l’Europa gli atteggiamenti sono ancora volatili. Quello che possiamo dire è che questa volta sembra che lo shock della pandemia e la risposta delle istituzioni europee  abbiano cambiato il clima di opinione. L’Unione si è fatta sentire. Questo forse ha convinto molti che lo stare insieme è meglio che stare soli di fronte a eventi come il Covid. Lo diciamo con molta prudenza. Ci vorranno altri dati per capire meglio l’evoluzione dell’opinione pubblica. E ci vorranno comportamenti coerenti a livello europeo, e soprattutto a livello nazionale, per radicare fermamente il convincimento registrato in questa rilevazione che per il nostro paese l’ancoraggio alla Europa è importante. I giovani del nostro sondaggio sembrano averlo capito.  E questo fa ben sperare.

Questo articolo è apparso il 15 novembre sul “Sole 24 Ore”. Riprodotto per gentile concessione