BCE
24 agosto 2020
letture libri Europe

Quando Mario Draghi ha lasciato la testa della BCE, nel novembre del 2019, su una cosa i molti estimatori e i pochi detrattori del presidente della BCE si sono trovati d’accordo: durante gli otto anni in cui ha condotto la politica monetaria dell’Euroz …

Un accordo nel nome di Schuman

di Paola Severino
12 maggio 2020
editoriale Europe | Focus Ripresa

Il 9 maggio ricorrevano i 70 anni dal giorno in cui l’allora Ministro degli esteri francese Robert Schuman, proponeva, con un discorso passato alla storia, la creazione di una Comunità europea del carbone e dell’acciaio, posando così la prima pietra di quell’edificio che oggi conosciamo come “Unione Europea”. Le sue parole tornano oggi più che mai attuali. Il punto di Paola Severino


Una leva fiscale alla BCE?

di Giorgio Di Giorgio Giuseppe Zito
17 aprile 2020
editoriale Focus Ripresa

La capacità di reazione della politica economica europea è stata finora insufficiente, gli organi decisionali sono dilaniati da conflitti e posizioni politiche a tutela di interessi di breve periodo e spesso limitati ai confini nazionali. L’unico organismo europeo che ha reagito in modo rapido e deciso è stata la Banca Centrale Europea. Ne discutono Giorgio Di Giorgio e Giuseppe Zito

26 marzo 2020
editoriale Europe

Mario Draghi, sul Financial Times, ha fornito un contributo interessante al dibattito sulle politiche di contrasto alla pandemia del Coronavirus. Cosa si può ritenere dell’analisi del rimpianto ex presidente della Bce? Una riflessione di Francesco Saraceno per Open.


25 marzo 2020
editoriale Open Society

“Non possono essere trascurate le rilevanti conseguenze indotte dalla crisi pandemica sui mercati finanziari e sugli scenari economici e commerciali”. Giorgio Di Giorgio ragiona intorno al ruolo fondamentale delle politiche fiscali.

22 febbraio 2019
editoriale Open Society

L’idea di creare potere d’acquisto dal nulla stampando moneta affascina da sempre i neofiti dell’economia. Francesco Lippi, attraverso l’esposizione di come funzionano le tanto discusse “monete parallele”, evidenzia i motivi per cui giocare con la quantità di moneta equivale a manipolarne il prezzo, ma non il valore.


25 gennaio 2019
editoriale Europe

Le politiche monetarie ultra espansive volgono al termine, il Quantitative Easing di Mario Draghi è ufficialmente terminato, eppure la febbre da spread non sale, anzi. L’economista tedesco Daniel Gros spiega perché c’era da aspettarselo e perché nessun governo potrà comunque sedersi sugli allori.

27 aprile 2018
Europe

In esclusiva per LUISS Open, gli appunti di Francesco Papadia, già dirigente della BCE, su un confronto attorno al suo ultimo libro. Banchieri centrali nella più grande crisi dal 1929 a oggi: fu vera gloria? All’autore rispondono Bini-Smaghi, Messori, Micossi e Rossi


20 marzo 2018
Europe

L’economista Pierpaolo Benigno risponde a Daniel Gros che si è detto scettico sugli effetti del Quantitative easing sulla ripresa dell’Eurozona. Poi apre all’ipotesi di una ristrutturazione del debito pubblico italiano, purché essa sia unita a un ridimensionamento di spesa e tasse (e avvenga in un quadro europeo)

12 marzo 2018
Europe

La Bce annuncia la fine delle politiche monetarie straordinarie: i mercati non muovono un ciglio e lo spread tace. E se allora il Qe non fosse stato uno “scudo protettivo” per l’Italia? Se si fosse limitato a cambiare la composizione del debito italiano, con effetti soltanto temporanei sul premio per il rischio? Dubbi e indizi controcorrente


29 gennaio 2018
Europe

Il Quantitative easing di Draghi è stato decisivo per rompere il circolo vizioso tra banche in difficoltà e Stati deboli. Ma ora, dietro le politiche monetarie straordinarie, c’è un ciclo di sviluppo più solido del precedente. Vedi export e flussi di capitali

17 gennaio 2018
Europe

Si discute se “blindare” nei Trattati tutti i vincoli europei sui nostri conti pubblici, ma molti di essi non rispettano i canoni economici della “buona” regola fiscale. Un mix di rigidità in eccesso, troppa arbitrarietà lì dove non serve, infine sincronizzazione delle politiche invece che un sano coordinamento. Per non parlare dei risultati flop nell’economia reale


11 ottobre 2017
Europe

In tempi di sovranismo rampante, catalano e non solo, ci sono ragioni tecniche – oltre a quelle politiche ed economiche – che rendono l’Italexit sconsigliabile, anzi pericolosa. Un paper SEP curato da Franco Passacantando da rileggere

27 giugno 2017
Europe

Ad oggi, la BCE ha già comprato quasi 1.800 miliardi di bond. È difficile stabilire quali sarebbero gli attuali tassi d’interesse se la BCE non avesse intrapreso il suo “quantitative easing”; è possibile tuttavia seguire il percorso del denaro, cioè stabilire quanto è stato acquistato e da chi.


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